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Nuovo giro, nuova corsa

Nasce un nuovo blog. Lo faccio con Fabrizio Rondolino. Si occuperà di approfondimenti e analisi politica. Dall’11 novembre: http://www.thefrontpage.it. Ci vediamo lì

November 10, 2009   1 Comment

Le mie letture estive

In questa lunga estate di riposo svolgo le seguenti attività: faccio con una certa efficienza la spesa quotidiana e piccoli lavoretti di casa; non corro da dieci giorni (ho un dito del piede ammaccato e mi fa un male del diavolo se lo stresso) ma nuoto parecchio; cucino, mettendo sottosopra mezza casa. Ma soprattutto leggo, ascoltando nel frattempo playlist preparate con cura. Ho portato con me:

Il ricatto. Un Grisham un po’ loffio: una trama non particolarmente intrigante arricchita da accurate descrizioni dell’America contemporanea (in particolare del mondo dei grandi studi legali, dei giovani in carriera, dell’acuto problema sociale dell’alcolismo). Nell’insieme deludente.

Il potere del cane, di Don Winslow. Tutta un’altra cosa. Un racconto vibrante, una trama avvincente che si sviluppa nel mondo della droga e della criminalità organizzata, in quella striscia di territorio tra la California e il Messico che è ormai l’ambientazione di tante storie (anche cinematografiche). La scrittura di Winlow è secca e moderna.

Il dopoguerra, di Tony Judt. Un monumentale affresco che racconta la storia d’Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. Una lettura impegnativa (mille pagine) e molto interessante. Generalmente il nostro continente viene descritto come un cumulo progressivo di fallimenti: la chiave storica unitaria che Judt sceglie, dimostra che la vecchia Europa ha ancora molto da dire.

Il tramonto dell’Occidente di Oswald Spengler. Opera discussa e complessa, culturalmente multiforme, che tiene insieme storia, filosofia, antropologia, arti, religioni.

Miracoli e traumi della comunicazione, di Mario Perniola, acuto osservatore e critico della comunicazione contemporanea.

Buone vacanze (e buone letture, ché non c’è niente di meglio, ve lo assicuro!).

August 10, 2009   39 Comments

Ancora un attimo

Lo so, ora la negligenza sta diventando eccessiva. Non scrivo post da molti giorni. E’ che sto ristrutturando (per l’ennesima volta) la mia vita. Di nuovo sono a Roma durante la settimana, e sto riprendendo confidenza con il mio lavoro. E poi a Napoli sto affrontando uno dei problemi più seri che possano capitare nella vita: il ritorno a casa (insomma un trasloco), dopo una ristrutturazione che doveva concludersi in sei mesi e invece ha preso giusto un anno di lavori, di stress e di soldi. Concedetemi ancora qualche giorno di pausa. Ho già nostalgia del blog, e non ho affatto intenzione di trascurarlo. Fatemi solo mettere un po’ d’ordine (momentaneo, si intende) nella mia esistenza.

July 15, 2009   60 Comments

Avanzi di D’Avanzo

Vi chiedo scusa se torno sul tema sollevato dal Corriere del Mezzogiorno ieri e oggi: il finanziamento del Festival del trendwatching. Ma, come vuole la moda del momento, Demarco mi fa delle domande e vuole delle risposte. Gliele do, e ci metto pure i numerini, così capirà meglio.

1) Memi (divisione di Gpf) non è l’unica realtà italiana che si occupa di trendwatching. Lo fanno singoli consulenti, realtà universitarie, etc… ma non al livello industriale di Memi. Basta verificare su Google per sapere.

2) Elena Marinoni, ricercatrice di Memi, sta fornendo un supporto gratuito alla progettazione dell’evento. Demarco vuole sapere se Gpf è un ente benefico. Anche un giornalista può capire che nel marketing si prevedono attività non remunerate se servono a diffondere un tema di interesse.

3) Demarco lasci stare e non strumentalizzi le persone perbene. Gianfranco Morgano e Tonino Cacace stanno costruendo con la Fondazione il budget dell’iniziativa e stanno chiedendo preventivi. Anche in questo consiste il supporto della Marinoni: calcolare costi fissi, fees e ospitalità per ospiti internazionali, insomma fornire tutte le indicazioni utili – anche di natura economica – a realizzare il progetto.

4) Per me Elena Marinoni, da quindici giorni, è “la nostra ricercatrice”, perché per mia fortuna sono tornato ad occuparmi del gruppo Reti. E’ comprensibile che, nauseato da questa vicenda, le abbia chiesto di non occuparsi più del Festival, tanto più che – dopo che perfino “El Pais” ha parlato del Festival – altri chiedono che Memi progetti sul tema. L’unico rammarico riguarda la serietà degli interlocutori della Fondazione e l’importanza dell’evento per Capri.

5) Che fine faranno i soldi stanziati per il Festival, chiede infine Demarco. Non va chiesto a me, ma all’assessorato regionale, ai comuni di Capri e di Anacapri, alla Fondazione Capri.

Per tutto il resto, cioè per le falsità pubblicate dal Cormez, si andrà in tribunale. Non sarò risarcito sul piano morale, ma realizzerò un po’ di soldi. Io sono mosso, in ogni mia azione, da principi morali non negoziabili; anche per questo mi ripugna l’indifferentismo morale dei comunisti alla Demarco. Ma ho al contempo una visione laica della società in cui viviamo, per cui è giusto che  i soldi siano una – sia pur parziale – misura delle cose.

PS. Il Manifesto oggi ha titolato, sulla base delle falsità del Corriere del Mezzogiorno: “Velardi paga Velardi. Quando era assessore versò 100mila euro alla sua società”. Penso che aumenteranno  i soldi che realizzerò in tribunale. Dovrebbe anche aumentare la vergogna di Demarco.

July 3, 2009   13 Comments

Vedi alla voce libertà

Allora, comincio a prendermi le prime libertà, partendo da un po’ di stupidaggini napoletane. Ieri un commentatore ha scritto sul Corriere del Mezzogiorno che Velardi ha lasciato l’assessorato perché ha ”un fiuto infallibile a correre in soccorso del vincitore”. L’illustre scrivano non spiega perché a Napoli ci sono andato, a febbraio del 2008, in piena crisi dei rifiuti. Anche allora correvo in soccorso di qualche vincitore? E’ evidente che chi scrive è un imbecille in malafede.

Veniamo alla seconda, un po’ più seria. Oggi lo stesso giornale scrive “fondi da Velardi a Velardi”, alludendo ad una delibera che stanzia risorse per il primo osservatorio internazionale di trendwatching, appuntamento della neonata Fondazione Capri. Si sostiene che viene finanziata la società Gpf, del gruppo Reti. Falso. Per preparare la manifestazione Elena Marinoni – ricercatrice di Gpf, tra i massimi esperti italiani di trendwatching – sta fornendo una consulenza gratuita. Non c’è alcun contratto tra società del gruppo Reti e la Fondazione Capri. Gli avvocati si occuperanno di stabilire i termini di un’azione legale nei confronti delle sciocchezze scritte.

E veniamo alla conclusione, a proposito di libertà che finalmente posso prendermi. A questo punto il Festival si farà altrove. La nostra ricercatrice verrà incontro a richieste che sono arrivate da altre città.

E’ una decisione che prendo con molto rammarico per la serietà, la disponibilità e la civiltà mostrate dalla Fondazione Capri e dal suo presidente Gianfranco Morgano, ma anche – confesso – con un po’ di sollievo, perché la sola idea di affogare un’iniziativa di rilievo mondiale nell’ennesimo, ridicolo tritatutto napoletano, mi fa abbastanza schifo.

Sarebbe stato bello ospitare a Capri Chris Anderson, direttore di Wired, Li Edelkoort, massima trendforecaster mondiale, gli scrittori di fantascienza William Gibson e Bruce Sterling, Tyler Brulé, fondatore delle riviste Wallpaper e Monocle, Brian Eno, solo per citare alcuni nomi. La manifestazione avrebbe attirato l’attenzione internazionale su un’isola da sempre teatro ideale delle nuove tendenze nell’arte, nella moda, nel costume. Sarebbe diventato un appuntamento annuale di grande richiamo. Avrebbe fatto bene, molto bene, all’immagine di Capri e della Campania.

Purtroppo, devo concludere ancora una volta che non ci sono le condizioni per fare qualcosa di buono in quella terra malata. Peccato.

July 2, 2009   15 Comments

No Mission

Da ora, per un po’, sarà libertà piena, assoluta. Non che me la sia fatta mancare in quindici mesi. E neppure ve la siete fatta mancare voi. Ma lo stesso atto di nascita di questo blog era legato ad una funzione, ad un impegno, ad un ruolo che avevo assunto e che ora è terminato. Per quindici mesi abbiamo affrontato temi legati al futuro di un settore e di un territorio: problemi che vivo da sempre (quelli di Napoli e della Campania), altri che ho imparato a conoscere e che ormai mi affascinano (quelli del turismo e dei beni culturali). Per quello che mi riguarda, mi farebbe piacere continuare a discuterne.

Però vorrei anche allargare lo sguardo, fare confluire nel blog pensieri sparsi, esperienze, stati d’animo, costruire un racconto senza progettualità, altalenante, fatto di pieni e di vuoti. Per questo non avrà “mission”. Salvo che poi non gliela diamo insieme, ad un certo punto, strada facendo.

July 1, 2009   10 Comments

Ultimo giro…

Ieri ho presentato a Oberdan Forlenza e Riccardo Marone il mio staff: una breve riunione  nella quale entrambi hanno sostenuto di voler lavorare in continuità con l’esperienza di questi quindici mesi. Naturalmente ne sono contento per tanti motivi, ma innanzitutto perché credo nella bontà del lavoro fatto e nel grande valore di tutti coloro che mi hanno dato una mano. Quindi non si ricomincerà punto e da capo. I ragazzi dello staff saranno sul pezzo, come hanno già mostrato di saper fare, non si interromperanno  collegamenti e progetti, e gli assessori potranno contare su dossier già ampiamente istruiti.

Ci stiamo anche interrogando su come non interrompere l’esperienza del blog. Non è semplice, bisognerà trovare una formula nuova. Il dominio www.claudiovelardi.it continuerà a vivere, tornerà ad essere un mio racconto, un diario delle cose che faccio e farò. “Mission impossible” non sarà più il mio blog, ma continuerà ad essere un luogo di aggregazione tra operatori, imprenditori, addetti ai lavori del turismo. Nei prossimi giorni ci sarà questo sdoppiamento.

Infine, alcuni di voi mi hanno di nuovo chiesto perché sono andato via, quali sono le ragioni politiche, se c’entra la storia di D’Alema, etc… Rispondo seccamente. Le ragioni sono quelle che ho detto. Penso, credo, temo che si stia andando verso una fase concitata e aspra, nella quale la principale preoccupazione di tutti i protagonisti della politica sarà come organizzarsi al meglio non per governare ma per vincere le elezioni. Questo clima non fa per me. Avrei rischiato di restare schiacciato dal prevalere di logiche inaccettabili. Casualmente, proprio il giorno dopo le mie dimissioni, si è saputo dell’assurda decisione di impiegare ex-detenuti per l’accoglienza ai turisti, presa da un mio collega assessore. Una misura di carattere assistenziale e clientelare, mai discussa con me, o con gli altri assessori al ramo. Un piccolo, significativo esempio di come gli eserciti tradizionali si stanno attrezzando per i prossimi mesi. Bassolino ha sostenuto che ho sbagliato a dimettermi perché  la situazione è in movimento. Io temo che non sia così. Quanto a D’Alema, vi assicuro che non c’entra proprio niente con la mia decisione. Quando, prima delle elezioni, mi ha bacchettato invitandomi alle dimissioni, gli ho risposto a muso duro, perché il suo intervento era fuori luogo e inaccettabile. I risultati elettorali e il dibattito che ne è scaturito, non D’Alema, mi hanno convinto che non era il caso di proseguire.

June 24, 2009   2 Comments

Che cosa e perché lascio

In quindici mesi penso sinceramente di aver fatto un buon lavoro. Ovviamente nelle condizioni date. Quando ho cominciato – era il febbraio 2008 – Napoli era sommersa di immondizia; finita la crisi dei rifiuti, nel 2009 ci è caduta addosso una crisi internazionale di proporzioni gravissime: un quadro generale che non si può nascondere. Ma in questo periodo denso abbiamo messo in cantiere e realizzato tante cose.

* E’ pronta e condivisa la nuova legge regionale sul turismo. Attesa da decenni, ora aspetta solo l’approvazione del Consiglio regionale.
* Un accordo inedito e innovativo realizzato con il governo consente oggi alla Campania di gestire una parte significativa dei suoi Beni culturali, altrimenti destinati all’abbandono e all’incuria.
* Con un duro lavoro e un faticoso negoziato a Bruxelles, abbiamo approvato i grandi programmi interregionali (POin e PAin) in precedenza bocciati dalla Commissione europea.
* I fondi europei 2007-2013 sono stati incardinati in soli 5 grandi progetti regionali, individuati senza dispersioni e clientelismi.
* Con le associazioni imprenditoriali abbiamo creato il marchio qualità del turismo campano. Sarà alla base delle politiche di incentivi alle imprese.
* Abbiamo liberalizzato l’accesso alla professione di guida turistica e, contemporaneamente, favorito e voluto un’organizzazione autonoma ed unitaria delle guide campane: il presupposto per una riorganizzazione sana del settore.
* Nascerà nel convento di San Domenico Maggiore, ideato e finanziato da noi, il Museo per la Musica, dedicato al patrimonio immateriale più prezioso di cui Napoli dispone: la sua musica.
* La promozione turistica della regione è cambiata in profondità: meno fiere e borse, più azioni mirate (turismo scolastico, comarketing, congressuale), attività costanti di web-marketing.
* Proprio in questi giorni nasce il nuovo portale del turismo campano: un solo sito, dinamico e interattivo, che sostituisce i 7 precedenti.
* E’ stata rivoluzionata la filosofia degli eventi per la promozione turistica. Ora c’è programmazione, tematizzazione e selezione su basi qualitative.
* E’ nato, ed è già partito, il progetto “Baia di Napoli”. Un modo inedito per vivere dal mare la più bella baia del mondo e i suoi attrattori culturali.
* Ma non abbiamo trascurato il resto del territorio campano: dalla nuova centralità del Cilento alla riscoperta dei Campi Flegrei, dai borghi del Sannio alle vie del vino in Irpinia, fino al rilancio della Reggia di Caserta e dei siti reali borbonici.

Come chiunque può capire, è stato fatto un lavoro di sostanza, di struttura. In poco più di un anno, abbiamo cercato di dotare la Campania di un sistema turistico pronto ad affrontare i grandi cambiamenti in atto. Da qui alla fine della legislatura, bisognerà semplicemente proseguire con buon senso e onestà.

Ora però stiamo entrando in una lunga, lunghissima campagna elettorale, che si annuncia aspra e tesa. Gli eserciti tradizionali si stanno riorganizzando. A me non piacciono, come ho ricordato anche nei giorni precedenti il voto europeo.

Nei prossimi mesi – temo – su tutto prevarranno logore formule politiche, logiche di schieramento, guerre di apparati. Gli spazi per un lavoro autonomo, libero, privo di condizionamenti si restringeranno drasticamente. Per questi motivi la mia attività di assessore si conclude. Come ho detto fino dal febbraio 2008, sono tornato nella mia città solo per dare una mano in un momento di grande difficoltà. L’ho fatto a modo mio, con impegno, con il mio (brutto) carattere, senza condizionamenti, in piena libertà.

Tornerò al mio lavoro. Intanto ringrazio tutti coloro che (a partire dalla comunità di questo blog, che continuerà ad esistere) mi hanno criticato, stimolato, consigliato o apprezzato. Ringrazio Antonio Bassolino – unico leone nella savana della politica regionale – per la fiducia che mi ha dato e la pazienza che ha avuto. E mi scuso con la fantastica squadra che ho avuto a disposizione: la struttura dell’assessorato, il mio staff, gli operatori del turismo e dei beni culturali campani. Il lavoro fatto non andrà disperso. E la vita continua.

June 24, 2009   No Comments